L'Italia annuncia la chiusura degli impianti sciistici

L'Italia annuncia la chiusura degli impianti sciistici

Sono parole molto dure quelle condivise su Instagram da Dario Corvi, sindaco di Aprica - località in provincia di Sondrio, sulle Alpi Orobie. Parole di sconforto, rabbia e amarezza, di un comune che si fa portavoce di tutte le località montane italiane: <<[...] vorrei che sul prossimo DPCM non fosse scritto “restano chiusi gli impianti di risalita”, ma che più correttamente ci si assumesse la responsabilità di scrivere “restano chiuse le località turistiche montane e la loro economia”>>.

Proprio alla vigilia dell'inaugurazione della stagione invernale e nonostante i rigidi protocolli di sicurezza adottati da tutti gli operatori, il Governo ha deciso di prolungare la chiusura degli impianti annunciata con il DPCM dello scorso 24 ottobre ed inizialmente prevista fino al 24 novembre 2020. 

Sono oltre 400 le aziende funiviarie presenti in Italia, con 1.500 impianti di risalita. Gli impianti sono serviti da circa 3.200 km di piste che per il 72% sono dotate di innevamento programmato che richiede oltre 100 milioni di euro. Il comparto montagna, nel solo arco alpino, offre lavoro a oltre 120mila persone (fonte: Anef - Associazione Nazionale Esercenti Impianti a Fune). Lo sci, come anche lo snowboard, è uno degli sport più “sicuri” se esaminato da un punto di vista COVID-19: individuale, distanziato, all'aria aperta, con naso e bocca spesso coperti da sciarpe e passamontagna.

Le opinioni dei governatori delle varie regioni italiane sono molto contrastanti a riguardo, tuttavia sono tutti d’accordo su un punto: la decisione di chiudere gli impianti di risalita per questa stagione dev’essere presa a livello europeo. LA Italia non può permettersi di essere l’unico paese a chiudere le piste, poiché se Francia, Svizzera, Austria e Germania le manterranno aperte, sappiamo già dove confluiranno i nostri turisti. 

Resta comunque salvaguardata la possibilità di allenarsi in pista per gli atleti: <<Sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici; gli stessi possono essere utilizzati solo da parte di atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e/o dalle rispettive federazioni per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionale ed internazionali o lo svolgimento di tali competizioni>>.

Poche alternative restano per noi amanti della neve, nella speranza di poter organizzare escursioni con un paio di bastoni in mano e di ciaspole ai piedi, o andare a fare sci alpinismo, attività che non prevedono l’uso di impianti di risalita.

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